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Gli scienziati chiamano le sostanze odorose prodotte dalle piante “composti organici volatili biogenici”, o BVOC. L’odore dell’erba tagliata è causato da uno di essi. Molti altri (per esempio quelli emessi da una pianta di mais quando è infestata da un parassita, come spiega Schultz) non li sentiamo perché sono prodotti in concentrazioni troppo basse per essere percepiti dall’olfatto umano, ma sufficienti per i sensi degli insetti e per i nasi dei cani.
Sono stati condotti studi dettagliati per capire con precisione che funzione svolgono queste sostanze e il modo in cui vengono prodotte. È stato fatto, ad esempio, con il tabacco. Quando un bruco si mette a mangiare le sue foglie, la pianta emette un tipo di BVOC che in inglese viene chiamato “composto volatile delle foglie verdi” (GLV) e così attira gli insetti del genere Geocoris che sono predatori dei bruchi. Nel 2010 è stato scoperto che peraltro il tipo di GLV diffuso quando le foglie sono mangiate dai bruchi è diverso da quello prodotto quando una lama taglia le foglie, e attira maggiormente gli insetti Geocoris.
Un’altra specie di pianta di cui sono stati studiati i meccanismi di comunicazione tramite i BVOC è una specie del genere Acacia diffusa in Africa: all’inizio degli anni Novanta lo zoologo sudafricano Wouter Van Hoven scoprì che quando vengono masticate, le foglie della pianta producono tannino, una sostanza tossica a seconda della sua concentrazione, e diffondono nell’aria l’etilene; quest’ultimo fa sì che le foglie delle piante vicine, in un raggio di quasi 50 metri, si mettano a loro volta a produrre tannino nel giro di 5-10 minuti. Se ne accorse dopo che circa tremila kudu (un tipo di antilope) chiusi in una vasta zona recintata morirono improvvisamente: tutte le foglie che avevano a disposizione nell’area in cui erano chiuse erano diventate velenose. A margine: Van Hoven si accorse anche che le giraffe che vivevano fuori dal recinto mangiavano solo le foglie di certe piante, evitando quelle sottovento rispetto a quelle da cui si erano già alimentate.
Un altro studioso delle piante, il fitopatologo americano Michael Kolomiets, ha fatto degli esperimenti con piante di granturco: ha osservato che alcuni esemplari geneticamente modificati per non produrre il GLV non attraggono le vespe che invece cercano sulle piante normali i bruchi di cui si cibano. Le piante in cui avviene la produzione di GLV, oltre a richiamare le vespe quando sono attaccate dagli insetti parassiti, producono anche acido jasmonico (chiamato così perché studiato per la prima volta nel gelsomino, Jasminum), un ormone vegetale che ha una funzione di autodifesa: stimola la produzione di altre sostanze, repellenti per gli insetti.
Tornando all’odore dell’erba tagliata, i più appassionati tra quelli che lo apprezzano vorranno forse sapere esattamente da cosa è prodotto: la molecola C6H10O, o cis-3-esenale. È un aldeide, cioè uno tipo di composti chimici che comprendono carbonio (C), idrogeno (H) e ossigeno (O). Non è una molecola stabile, ma anche quella in cui si riorganizza non appena trova una forma più stabile (il 2-esenale) odora di erba tagliata. Chi lo apprezza davvero tanto può acquistare dai produttori di sostanze chimiche il cis-3-esen-1-olo, cioè l’olio essenziale che lo contiene.
Per quanto riguarda le ragioni per cui l’odore dell’erba tagliata piace a tante persone non c’è una risposta certa. Alcuni studi di comportamento sulle scimmie hanno rivelato che l’odore del 2-esenale e del cis-3-esen-1-olo ha un effetto calmante in condizioni di stress. In particolare fa sì che ci sia un afflusso di sangue nella parte della corteccia del cervello che ha a che fare con l’olfatto e non solo. Forse però è solo che fa pensare all’estate.
La borsa è l'accessorio per eccellenza, purtroppo con l'uso, come tutte le cose, si sporca soprattutto a livello dei manici o agli angoli che possono presentarsi anneriti, a volte si rovescia qualcosa all'interno, altre volte emana cattivo odore.
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Il nostro laboratorio è in grado di fornirvi per le borse un servizio di pulitura di alta professionalità interno ed esterno che comprende: sgrassatura, smacchiatura, igienizzazione con l'ozono, lucidatura e crema nutriente per la pelle della tua borsa.
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La stampa
Fine Art
Letteralmente la terminologia inglese
“Fine Art Prints” significa stampe per belle arti. Nella sua
accezione più articolata non si riferisce solo alla fase finale di stampa ma a
tutto il processo produttivo che accompagna il fotografo dal momento dello
scatto alla stampa finale dell’opera.
La differenziazione tra una stampa classica e una stampa Fine Art è
questione secolare, cioè da quando il mondo museale e quello del collezionismo
hanno assegnato alla fotografia un incontestabile pregio artistico. Questo
valore, oltre al rilievo aggiunto dato dall’artista, deve garantire una serie
di specifiche qualitative e di durevolezza. La qualità deve soddisfare
l’esigenza primaria di soddisfazione visiva, le stampe devono possedere
un’ampia estensione tonale, avvalersi di supporti capaci di restituire bianchi
intensi senza l’utilizzo di sbiancanti ottici, la carta deve essere priva di
acidi o componenti chimici deteriorabili e ossidabili con il passare del tempo.
La durevolezza delle stampe deve essere sostenuta per almeno 100 anni, questa
garanzia assicura che per il tempo indicato, non ci saranno
alterazioni/variazioni di croma (colore), contrasto e brillantezza generale
dell’immagine. Questi precisi standard sono garantiti dal produttore
attenendosi alle normative ISO 9706 che indicano le specifiche chimiche di una
carta prima della stampa:
Detersivo liquido ravvivante concentrato, specifico per tessuti bianchi e chiari; efficace su tutti i tipi di macchie.
Ridona lucentezza ai tessuti chiari. La sua nuova funzione antiridepositante dello sporco evita l’ingrigimento progressivo dei tessuti. Attivo già a basse temperature. Delicato sulle fibre, sostituisce i comuni prodotti in polvere, più aggressivi e difficilmente risciacquabili.
Deodorante per tessuti
Chiusa la bottega, aperto l'archivio. Lettera di commiato Dal 1968 al 2023 abbiamo pulito, stirato e custodito gli abiti di Marostica....