Siamo un'azienda che ha operato dal 1968 al 2023 nel settore, e il nostro obbiettivo e sempre stato concentrato sull’offrire un servizio tradizionale di qualità e affidabilità . La nostra offerta è pensata per rispondere alle odierne esigenze di pulizia, manutenzione e sanificazione dei vostri capi d’abbigliamento e complementi d’arredo.
mercoledì 11 marzo 2020
mercoledì 4 marzo 2020
IGIEN TESSUTI NO GAS
📌IGIEN TESSUTI NO GAS📌
✅Soluzione alcolica per tessuti e superfici
✅Pulisce e disinfetta
✅Da nebulizzare
✅Da portare sempre con sè
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lunedì 24 febbraio 2020
Lavaggio a secco
In questo articolo, già apparso sul portale della rivista specializzata Detergo, affrontiamo un argomento di interesse quotidiano quando si tratta di cura dei tessuti: la detersione dei capi con la modalità “a secco”, ampiamente utilizzata perché risulta pratica come alternativa al classico lavaggio “ad umido”, ed in particolare per alcuni tipi di fibre, come ad esempio quelle che non sopportano il contatto con l’acqua.
Sicuramente al giorno d’oggi è assodato che il lavaggio a secco è una valida alternativa al lavaggio “classico” ad umido che tutti noi utilizziamo nell’ambito domestico e non. La rimozione dello sporco dagli indumenti ed altri prodotti tessili infatti la possiamo attuare attraverso queste due vie tra loro alternative, ma tradizionali in quanto a storicità d’uso.
Le due modalità si distinguono fondamentalmente per l’utilizzo o meno dell’acqua come mezzo di pulitura, dato che comunque un detergente è possibile utilizzarlo in entrambi i casi. Nello specifico di questo articolo approfondiremo in parte l’aspetto igienico dell’azione del lavaggio a secco rispetto al lavaggio ad umido.
E’ fuor di dubbio la grande capacità del percloroetilene (o tetracloroetene, o anche tetracloroetilene) di allontanare lo sporco dal capo trattato sfruttando una semplice legge chimica per cui “ogni simile scioglie il suo simile” ed è per questo motivo che, nonostante l’attenzione che richiede il suo impiego e le recenti indagini sulla sua pericolosità per l’uomo, ne hanno fatto per decenni e ne fanno, il solvente ideale per questo tipo di pulitura nel tessile. Ma quali sono le conoscenze in merito alla possibile azione battericida data dal percloroetilene?
Per quanto riguarda il lavaggio per via umida è oramai dato certo che, combinando l’azione antibatterica congiunta della temperatura (a partire da 40°C) a quella di un detergente con composti ad azione battericida all’interno, è possibile ottenere un elevato standard igienico sanitario.
Test scientifici sono stati effettuati in passato sin dagli anni Venti del secolo scorso[1], ma i risultati più certi e accreditati risalgono agli anni Sessanta[2], anni in cui lo sviluppo post bellico era in piena espansione e molti istituti di ricerca erano dediti a studi di carattere scientifico applicativo relativamente alle scoperte di allora. Anche il lavaggio a secco ed il percloroetilene sono stati protagonisti di questi lavori e i risultati furono sorprendenti per gli studi dell’epoca. L’azione meccanica di lavaggio, unita alle proprietà chimiche del prodotto utilizzato, dimostrarono una buona azione antibatterica del solvente che risultò efficace e competitivo nei confronti di altri solventi, sempre di matrice organica, e derivati dal petrolio utilizzati nei test di verifica. Dati alla mano dimostrarono un abbattimento della carica batterica presente fino all’ 80%.
Un potenziamento di questa efficacia si dimostrò con la combinazione detergente-solvente che permise di abbattere la carica batterica eliminando un più vasto campione di specie batteriche.
E’ innegabile come il problema dell’igiene dei capi stia tornando sempre più di attualità anche in funzione della delocalizzazione delle produzioni tessili in aree del mondo in cui, per cultura e/o necessità, le condizioni igieniche non sono paragonabili a quelle del continente Europa.
E’ caso recente, ad esempio, come irritazioni cutanee siano state lamentate da consumatori a seguito dell’indosso di capi: a causare il disturbo è stata riscontrata la presenza sull’epidermide di punture ad opera di parassiti (a lato la foto di deposizione di uova di parassiti sulle fibre del capo in analisi per conferma).
Oggi in virtù di un miglioramento della tecnologia di settore e di una sempre maggiore raffinazione del processo di produzione del prodotto, è da chiedersi se non sarebbero opportuni ulteriori studi di settore per verificare se non si possa aspirare ad un aumento di efficacia igienico sanitaria per il lavaggio a secco.
[1] “The bacterial action of dry cleaning” – Lloyd E. Jackson – Mellon Institute of Industrial Research, University of Pittsburgh.
[2] “Microbiology of Drycleaning” – Robert R. Banville and Ethel McNeil – U.S. Department of Agriculture, Washington, D.C.
mercoledì 19 febbraio 2020
essenze profumate
Le essenze profumate per il bucato sono intensificatori di fragranza che:
📌 Aggiungono extra profumazione
📌 Prolungano la profumazione
📌 Igienizzano
venerdì 31 gennaio 2020
IGIEN CURA MANI
Le nostre mani sono continuamente a contatto con persone, animali e oggetti. 👐
Mantenere le nostre mani igienizzate e idratate è una buona pratica che, soprattutto in inverno, evita il rischio di contrarre influenze o virus. ☠️
Noi di Rampi abbiamo ideato "IGIEN CURA MANI". La sua formula igienizzante ed emoliente grazie all'aloe e alla vitamina E, vi garantisce mani sempre morbide e pulite!
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martedì 21 gennaio 2020
Intensity
Tanti Intensity diversi per un bucato sempre igienizzato e super profumato!🌸
Il metodo SAPOSPINA riduce al massimo la produzione di rifiuti (flaconi usa e getta) per una migliore salvaguardia dell'ambiente;
se crede, lo diffonda presso le sue amiche e i suoi amici.
I LAGHI, FIUMI, MARI, PRATI e I BOSCHI La ringraziano tanto.
giovedì 16 gennaio 2020
Che cos’è il LAVAGGIO A SECCO
Che cos’è il LAVAGGIO A SECCO
Il LAVAGGIO A SECCO, al contrario di ciò che molti credono, NON significa un Lavaggio ASCIUTTO in cui i capi vengono trattati con qualche strano prodotto spray o marchingegno.
Il LAVAGGIO A SECCO è un Lavaggio a tutti gli effetti, solo che invece che con acqua viene fatto con un solvente che si chiama comunemente PERCLORO (Tetracloroetilene)
Il PERCLORO è un potente sgrassante e disinfettante.
I Vantaggi di NON Usare l’ACQUA ma il Percloro sono tanti:
- NON si usano alte temperature che STRESSANO le fibre dei tessuti.
- SGRASSA ed ELIMINA tutte le sostanze grasse e oleose molto meglio di qualunque sgrassatore in commercio. (a differenza di ciò che si crede, l’ACQUA FISSA l’unto sulle fibre!!!).
- NON infeltrisce la lana.
- DISINFETTA i capi.
- E’ il miglior ANTITARME e ANTIACARO che esista.
- NON stressa le fibre delicate.
- NON "stinge"
Il Lavaggio a secco è indicato e consigliato per tutti i capi in lana, seta, per gli abiti da Uomo, cravatte, maglioni, golf, abiti da donna e, unito al lavaggio ad acqua per le camicie, polo e t-shirt in modo da sgrassare colletti e polsini.
Le uniche limitazioni sono:
- Qualche tessuto impermeabile derivato dal PVC, PET o fibre Poliuretaniche
- Applicazioni in plastica “morbida”.
- Applicazioni INCOLLATE con colle NON Siliconiche.
In quanto il Percloro scioglie questi tipi di plastica!!
NB: Purtroppo ultimamente le case produttrici (maggiormente le più famose e costose) tendono ad abbinare tessuti da lavare a secco (Lane, cashmere, ecc) ad applicazioni di plastica scadente mettendo il consumatore nella quasi impossibilità di lavare il capo.
Quindi è ASSOLUTAMENTE INDISPENSABILE imparare a leggere le ETICHETTE con la composizione e le istruzioni di lavaggio PRIMA di acquistare un capo
venerdì 10 gennaio 2020
MEDIT DEO Wind
Avete già provato la nostra nuova fragranza Wind?
MEDIT DEO Wind, con estratti naturali di lentisco, rosmarino selvatico, ginestra e di altri profumi della macchia mediterranea, dona ai capi e ai tessuti una piacevole sensazione di pulizia. Neutralizza i cattivi odori grazie ad un raffinato bouquet di essenze del Mediterraneo.
Cosa aspettate?
venerdì 27 dicembre 2019
Marchi contraffatti: come riconoscere capi e accessori falsi
„
Marchi contraffatti: i trucchetti per riconoscere capi e accessori falsi
Etichette, cuciture e tracce di colla sono solo alcuni dei dettagli a cui prestare attenzione per capire se una borsa o un abito “di marca” sono, in realtà, contraffatti
“Marchi contraffatti: come riconoscere capi e accessori falsi
„foto BARBARA WALTON ANSA-CD“
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„Capi d’abbigliamento rifiniti (quasi) alla perfezione e accessori riprodotti in modo così similare da ingannare anche l’occhio più avveduto rappresentano un grosso problema per gli appassionati di moda, disposti a spendere cifre importanti per godere della qualità di un prodotto che però può rivelarsi un’imitazione e, quindi, lontano dagli standard di garanzia offerti dalle aziende. Con gli acquisti sempre più effettuati online, poi, il mercato del falso è diventato ancora più prolifico, situazione che sprona la clientela a seguire i consigli che permettano di riconoscere un falso da un originale. Marchi contraffatti: come riconoscere capi e accessori falsi
„Clicca per leggere i consigli su come conoscere capi e accessori falsi ... http://www.today.it/donna/trend/come-riconoscere-capi-accessori-falsi.html“
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domenica 22 dicembre 2019
Come riconoscere un Woolrick originale
Come riconoscere un Woolrich
Come riconoscere un Woolrick originale
originale
Un’idea semplice ma geniale: un parka che potesse proteggere dal freddo, che fosse resistente ai cambiamenti climatici e agli inverni più rigidi, un pezzo di collezione dal design all’avanguardia. L’idea che doveva caratterizzare i piumini Woolrich era semplice ma estremamente efficace: creare e realizzare un capospalla in grado di mantenere la funzionalità e la comodità di un capo sportivo. Inoltre, il giubbotto avrebbe dovuto essere adatto anche alle numerose occasioni che può offrire una giornata in città. Un abbigliamento outdoor sempre in grado di soddisfare ogni aspettativa, per un brand recentemente rinvigorito da un sodalizio produttivo tutto italiano.
Parka Woolrich: un capo iconico vittima delle contraffazioni
Un capospalla così versatile e iconico, ovviamente, non poteva passare inosservato a lungo. Per questo motivo, il marchio americano Woolrich, già noto per essere l’azienda di moda di lusso più antica in territorio statunitense, ha dovuto fare i conti con i falsari. Divenuto sinonimo di affidabilità per capispalla e parka, quando la richiesta del mercato ha superato di gran lunga la possibilità produttiva aziendale, hanno cominciato a moltiplicarsi i tentativi di contraffazione. Il mercato italiano è stato sommerso da giubbotti, maglioni, camicie, ma anche parka da uomo, sponsorizzati come prodotti di etichetta Woolrich ma proposti a prezzi di spaccio talmente stracciati da destare ben più di un sospetto. Questo succede soprattutto per quanto riguarda la vendita online da parte di finti outlet che propongono esclusivamente catalogo monobrand Woolrich.
Arctic parka: come riconoscere un Woolrich originale
Come spiega in una delle recenti interviste rilasciate Josh Rich, vice presidente di Woolrich USA di ottava generazione, la decisione è stata quella di “Rilanciare il brand, nel momento in cui gli Stati Uniti stanno riscoprendo i valori nazionali e della tradizione, in un mix con la contemporaneità che Woolrich rappresenta”. Dunque, i forti investimenti a livello industriale diretti alla valorizzazione della manifattura nazionale, sono coincisi con la necessità di salvaguardare il successo del marchio. Woolrich John Rich & Bros dunque è stato valorizzato e protetto non solo nella grande distribuzione, ma si è cercato di rendere unico e inimitabile anche il prodotto di punta caratterizzato da un design urbano, estremamente portabile anche in contesti cittadini: l’arctic parka.
Outlet Woolrich, occhio ai prezzi scontati, soprattutto online
Uno dei primi indicatori per capire se si sta per acquistare un Woolrich contraffatto è il prezzo. Un parka Woolrich da uomo, che spesso è il modello più contraffatto, costa intorno ai 700 euro. Occhio dunque agli sconti che sono ribassati oltre al 30% del valore del capospalla, prezzi stracciati soprattutto reperiti su finti outlet online che spacciano capispalla contraffatti come autentici. Se si trova una promozione relativa a un capospalla che costa fino a quattro volte in meno rispetto al prezzo di mercato, è molto probabile si vada incontro all’acquisto di un falso.

Cartellini ed etichette: come si presenta un Woolrich John & Rich Bros
Un altro indicatore per riconoscere l’autenticità del piumino Woolrich è l’etichetta sul collo: innanzitutto il brand deve essere accompagnato dal marchio registrato. In secondo luogo, va esaminata la scritta sotto il marchio. L’etichetta infatti deve riportare “John & Rich Bros”: se la dicitura fosse “John and Rich Bros” il capospalla è sicuramente contraffatto. Altro dettaglio non meno importante, il parka deve presentare prima il marchio Woolrich e poi la dicitura “John & Rich Bros”, non viceversa. Un ulteriore dettaglio non trascurabile, è l’etichetta bianca cucita sulla tasca interna sinistra del parka: deve trovarsi al centro della tasca, e deve riportare la scritta down filled. Altre formule non sono sicuramente di un capo originale.

Arctic parka: i dettagli luxury che contraddistinguono un piumino Woolrich
L’inserto in pelliccia Woolrich che si trova come dettaglio in guarnizione del cappuccio deve essere in vero coyote, non sintetico tendente al crespo e nemmeno di pelo rado. Un arctic parka Woolrich, infine, è progettato per resistere a temperature bassissime, quindi l’imbottitura deve creare un giaccone voluminoso. La garanzia di acquistare un capospalla autentico è data dall’interno trapuntato con motivi a V grandi, uno sopra l’altro. Altri tipi di impunture, non sono caratteristiche di un capospalla Woolrich. Se infine la fodera non è lucida, si può star tranquilli e godersi il proprio arctic parka Woolrich originale.
Sito ufficiale e rivenditori autorizzati Woolrich: come riconoscere i veri outlet
Dato che è fondamentale prestare attenzione a ciò che si acquista, bisogna tenere ben presente anche dove si acquista il giubbotto Woolrich tanto desiderato. L’ideale sarebbe controllare sempre i dati dell’outlet online e dei rivenditori autorizzati, se non si acquista direttamente dal sito ufficiale: presenza di partiva iva, chiarezza riguardo ai metodi di pagamento accettati, e qualche informazione aggiuntiva riguardo allo shop online. L’ideale sarebbe affidarsi a negozi che chiariscono la storia dell’azienda, di cui sono evidenti i recapiti e la possibilità di rivolgersi al servizio clienti. Sarebbe meglio diffidare da siti troppo nuovi, che omettono numerosi dati e senza una history aziendale chiara e definita. In questo modo si potrà evitare di trovarsi recapitato un prodotto fallato, scadente, dal valore di gran lunga inferiore a un Woolrich originale, con un prezzo truffa decisamente gonfiato rispetto al reale valore della merce acquistata.
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